GINEVRA GRASSO

grassoBIO

33 anni, architetto e redattrice.

La fotografia è per lei una semplice passione.

E alimento e antidoto insieme alla saudade di cui è perennemente permeato il suo animo.

email: ginevragrasso@yahoo.it

http://www.ginevragrasso.it

 

MOSTRA FOTOGRAFICA

I FIORI DEL MALE

 Questi non sono i fiori di Baudelaire.

Questa è una storia d’amore e di guerra.

I fiori sono quelli di mio padre.

Figli cresciuti amorevolmente da sempre.

Quelli con cui parla quando ha bisogno di risposte, quelli che quotidianamente annaffia con gli occhi e concima di speranze. Il male è quello di mia madre.

Membro illegittimo della nostra famiglia.

Quello che ha combattuto coraggiosamente per tutta una vita, quello che ha pasteggiato con il suo corpo, senza riuscire mai ad intaccarne la dignità. Per oltre 40 anni mio padre non ha mai dimenticato di portare un fiore a mia madre. Lo faceva ad ogni loro appuntamento. Lo faceva nelle ricorrenze. Lo faceva quando la malattia si è portata via il bel sorriso di mia madre e, con esso, tutte le nostre speranze.

Un fiore, ogni giorno, lasciava il nostro giardino per andare ad appassire accanto all’immagine della Madonna sul comodino.

Nel frattempo, migliaia di persone, ogni giorno, lasciavano il nostro mondo per tornare ad essere concime per i fiori.

Queste foto raccontano l’amore fra i miei genitori, ma anche la guerra che si sta combattendo fuori dai confini di questo giardino.

Cancro.

Peste del terzo millennio.

Una vita recisa ogni 4 secondi.

E poi. Queste foto. Un po’. Raccontano anche me. Figlia della buona e della cattiva sorte.

Il mio dolore impotente.

Un po’ l’ho voluto lasciare in queste immagini, perché tutto dentro di me era troppo da sopportare.

Ho fuso fra loro alcune foto dei fiori del giardino curato da mio padre, con immagini al microscopio delle diverse malattie che hanno mutilato la mia famiglia. A questi petali di cellule impazzite ho sovrapposto, poi, alcuni autoscatti. Porzioni della mia anima in frantumi e del mio corpo intatto. Ex voto di pelle, muscoli, sangue, capelli, lacrime.

In questa storia d’amore e di guerra, in questo racconto privato e corale, non so dire se vi siano vincitori e vinti.

Mia madre non c’è più.

Accanto alle sue ceneri mio padre, stamattina, ha adagiato il fiore più bello sbocciato in giardino.

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